|
7ª Domenica Ordinaria
19 Febbraio 2012
Se
te l’hanno portato, Gesù,
è perché da solo non avrebbe
mai potuto raggiungerti.
Ma si sono trovati davanti
un ulteriore ostacolo:
una folla che faceva ressa
e ostruiva ogni passaggio.
E tuttavia non si sono arresi.
Hanno scoperchiato il tetto,
te l’hanno calato davanti.
Gesti un po’ folli, ma dettati
dalla fede in te, nella tua parola
che guarisce da ogni male.
È
proprio per questo che sono venuti:
perché tu gli restituisca l’uso delle gambe,
perché possa tornare a percorrere
le strade degli uomini.
Quello che tu solo vedi, però,
è un’altra debolezza cronica
che ha intaccato la vita del paralitico
e gli impedisce di camminare
per le vie di Dio,
le sole che portano alla vita.
Ecco perché cominci
col trasmettergli il perdono
e solo dopo ridoni ai suoi arti
la forza perduta.
In
fondo è proprio per questo
che tu sei venuto in mezzo a noi:
per strapparci ad ogni paralisi
che ci impedisce di venirti incontro,
per liberarci da tutto ciò che blocca
il nostro corpo e il nostro spirito.
di
Roberto Laurita |